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Monster Movie

Nel Tempio degli Uomini Talpa (1956)

by Cabal on mag.18, 2010, under 1956, Fantascienza, Monster Movie

Titolo Originale: The Mole People (Letteralmente: Il Popolo Talpa)

Regia: Virgil W. Vogel

Cast: John Agar, Cynthia Patrick, Hugh Beaumont

“Devono ucciderci perchè abbiamo messo in dubbio che il loro mondo è l’unico mondo e che i loro dèi sono gli unici dèi.” – Dr. Bentley

Il Dr. Bentley, assieme ad altri tre archeologi, si addentra nelle montagne dell’Asia centrale per scoprire una civiltà che, secondo alcune leggende, vive nelle viscere della Terra. Dopo un lungo viaggio trovano un tempio che sembra appartenere all’antica civiltà dei Sumeri e decidono di esplorare ancora più a fondo i cunicoli che si snodano sotto di esso. Proprio quando pensano che la loro ricerca sia finita vengono a contatto con delle strane creature e con un popolo albino che li farà prigionieri per sacrificarli alla loro divinità Ishtar.

Siamo negli anni ‘50 e la fantascienza è quasi il tema principale dei film dell’epoca, inevitabilmente attratta e al contempo spaventata dalle meraviglie della scienza. Molti registi decidono di seguire il filone dei Monster Movies, spesso basati su storie di mutazioni genetiche e di enormi creature che devastano città intere. Virgil Vogel prende una direzione leggermente diversa dal solito ed imbastisce un film in cui i “mostri” sono presenti ma non protagonisti. Nello svilupparsi della trama di Nel Tempio degli Uomini Talpa la vera protagonista è la scienza stessa, in eterno conflitto con la religione. Dal momento in cui i quattro archeologi vengono a contatto con la civiltà sotterranea lo scontro metaforico tra questi due credo è costante. Il Sommo Sacerdote Elinor, inizialmente, è convinto che Bentley e compagni siano degli dèi perchè in possesso di una torcia elettrica. La luce è il simbolo del potere divino per questo popolo che vive nell’oscurità, ma solo perchè è strumento di morte. Come si vedrà più avanti, i traditori e i ribelli vengono bruciati vivi proprio in una stanza illuminata dal sole grazie alla presenza di un piccolo cratere che mette in contatto i cunicoli con la superficie. Gli uomini sotterranei sono così abituati a vivere al buio che il solo contatto con la luce è  mortale. Vogel è chiaro nel suo messaggio: la scienza è portatrice di illuminazione e di progresso mentre la religione, se interpretata con fanatismo ed estremismo, condanna l’uomo all’oblio. E’ impressionante il quadro di violenza che regna nella struttura sociale di questo popolo, capace solo di schiavizzare ed uccidere, perennemente spaventato da tutto ciò che non conosce. Non si vedranno molto spesso, nei film fantascientifici degli stessi anni, scene “forti” come quelle delle fustigazioni e dei lavori forzati a cui sono sottoposti i poveri “uomini-talpa”. Nel quadro metaforico della storia essi sono il “diverso”, l’”incomprensibile” che va schiavizzato invece che capito, umiliato invece che rispettato, sempre sotto il punto di vista degli uomini sotterranei con gli occhi abituati a “non vedere” la realtà. Il Dr. Bentley (interpretato da John Agar, attore già consolidato nel panorama dei B-Movies) è, al contrario, un uomo sempre pronto a scoprire e sempre pronto a comprendere. Vedendo il mondo con gli occhi della scienza coglie sfumature che agli altri sono precluse e riesce a trovare soluzioni che gli altri non possono nemmeno immaginare. Nei fatti egli diventa quasi divino, finchè la forza della luce della scienza è con lui (nel film è la luce della sua torcia che rappresenta questo concetto). E’ evidente anche un altro messaggio del regista: l’uomo moderno non può comprendere i propri errori e affrontare il futuro se prima non studia il suo passato e non a caso Bentley e compagni sono archeologi. Vogel avrebbe potuto utilizzare qualunque altra professione legata alla scienza per caratterizzare i suoi personaggi principali ma sceglie proprio l’archeologia, fortemente legata allo studio delle civiltà antiche. Solo dopo aver colto queste sfumature, che rendono alla pellicola un certo onore, possiamo passare sopra a diversi punti negativi. Il ritmo è piuttosto lento, soprattutto nella prima metà del film, a causa di un inutile soffermarsi sulla fase esplorativa degli archeologi. Ci vuole una certa dose di passione per i B-Movies per non annoiarsi a morte prima del momento cruciale, in cui si svela il segreto della civiltà sotterranea, si vedono i tanto attesi mostri e il ritmo comincia a incalzare. I dialoghi non sono sempre all’altezza dei contenuti sopra descritti, alternando battute taglienti ad altre veramente banali. Gli effetti speciali sono buoni, spesso al di sopra della media del genere, soprattutto nella realizzazione del mondo sotterraneo creato con enormi tavole dipinte a mano, usate per gli sfondi, e nella realizzazione dei costumi degli uomini-talpa (a quanto pare la maggior parte del budget messo a disposizione dalla Universal è andato proprio al reparto SFX). Piuttosto scadente il reparto recitativo, unico a distinguersi fra gli attori è John Agar, che mette a segno probabilmente il personaggio più riuscito della sua carriera. Provate a dare uno sguardo a Nel Tempio degli Uomini Talpa se apprezzate i film con venature dark, ma non piacerà a tutti. Gli appassionati di B-Movies possono stare tranquilli e godersi la visione, apprezzando anche la singolarità delle creature.

Curiosità:

Nel film la divinità del popolo sotterraneo è Ishtar. Bentley ci spiega che il popolo sotterraneo è antenato dei Sumeri, ma la divinità sumera corrispondente a Ishtar è Inanna. Ishtar è in realtà una divinità Assiro-Babilonese.

Alcune scene di questo film sono state riutilizzate nel film The Wild World of Batwoman (Letteralmente: Il Selvaggio Mondo di Batwoman).

La scena in cui Bentley e compagni si affacciano per la prima volta davanti al tempio sotterraneo degli uomini-talpa riecheggia vagamente la scena della scoperta del tempio nel film Alien Vs Predator.

La scena finale del film in origine era diversa. Il Dr. Bentley e Adal, la ragazza appartenente al popolo sotterraneo, fuggono e vivono insieme felici. Purtroppo non è stato possibile inserirla perchè la produzione non accettava l’idea di una possibile relazione tra razze differenti.

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Gli Uomini Coccodrillo (1959)

by Cabal on feb.16, 2010, under 1959, Fantascienza, Monster Movie

Titolo Originale: The Alligator People (Letteralmente: Gli Uomini Alligatore)

Regia: Roy Del Ruth

Cast:  Beverly Garland, Lon Chaney Jr.

Genere: Fantascienza (Sottogenere: Monster Movie)

“Non me ne andrò finchè non avrò la risposta alla domanda che mi ha condotto fin qui. Che cosa avete fatto a mio marito?” -  Joyce Webster

Nelle paludi della Louisiana, rintanato nella villa della famiglia Webster, il Dott. Sinclair conduce esperimenti sugli alligatori con l’onorevole fine scientifico di estrarre le capacità rigeneranti dei rettili per curare uomini menomati. Presso la villa giunge inaspettatamente Joyce, moglie di Paul Webster, alla ricerca del marito scomparso da anni. Scoprirà con dolore che le cellule degli alligatori che avrebbero dovuto curare Paul da una terribile ustione hanno invece iniziato a trasformarlo in un essere spaventoso.

Gli Uomini Coccodrillo è un classico film americano appartenente al filone dei Monster Movies, un ramo del genere fantascientifico che incentra le proprie storie su esseri spaventosamente enormi o su mutazioni genetiche spesso causate da esperimenti condotti da scienziati pazzi. Il Dott. Sinclair è un “Mad Doctor” atipico perchè non è assolutamente pazzo, anzi è molto preparato e meticoloso nel suo lavoro e sa che il progresso non può esistere senza che si sacrifichino delle cavie per cui egli prova insieme pietà e rispetto. Gli uomini che lui cerca di curare sono consenzienti e si sottopongono agli esperimenti con ultravioletti, radiazioni e ghiandole animali perchè vogliono guarire. Inutile aspettarsi, quindi, un film con animali giganti che distruggono tutto o scienziati in preda alla follia che fanno strage di vittime, qui siamo emotivamente condotti attraverso il dramma di una donna che ama disperatamente il suo uomo fino ad affrontare un destino avverso pur di ritrovarlo, il destino che lui ha scelto di affidare nelle mani di Sinclair. Beverly Garland, che interpreta Joyce, è nel pieno del suo splendore, bellissima e vigorosa. I suoi lineamenti decisi e al contempo femminili rispecchiano alla perfezione il carattere determinato e la fragilità d’animo del suo personaggio. Per anni ella cerca il marito scomparso con una grinta che solo un amore profondo può sostenere e quando lo ritrova, anche se sfigurato, continua ad amarlo e ad aiutarlo. Altrettanto perfetto è Lon Chaney Jr. nella parte di Manon, un ubriaco della zona che odia i coccodrilli poichè in passato gli mangiarono una mano. Rude e pieno d’odio, Manon è un personaggio non essenziale ma che dà colore alla vicenda, contribuendo a “sporcare” un dramma che nel finale trova il suo culmine emotivo. Il film ci regala un momento di erotismo vagamente accennato nella scena in cui Joyce rincorre il marito sotto la pioggia e finisce per perdersi, aiutata poi da Manon che la porta nella sua baracca con intenti non proprio galanti. La scenografia è di mestiere. Dalla villa grandissima al laboratorio, per l’epoca molto tecnologico, tutto è essenziale ma curato. Ottimo il lavoro di fotografia di Karl Struss, che lavorò precedentemente ne L’Esperimento del Dottor KDue Notti con Cleopatra, Kronos e altri grandi films. Guardando Gli Uomini Coccodrillo passeremo 74 minuti di emozioni che gli amanti della fantascienza anni ‘50 godranno appieno.

Curiosità:

Il film fu realizzato perchè la 20th Century Fox necessitava di una pellicola da proiettare in Double Feature con La Vendetta del Dottor K. Era usanza nei cinema americani di quegli anni attirare gli spettatori proiettando nelle sale due film, uno dopo l’altro, al costo di un solo biglietto.

Nei titoli di testa Lon Chaney Jr. è accreditato con il solo nome di Lon Chaney, suo padre, creando confusione fra i due ma non si sa se volutamente.

Il reparto trucchi e make-up fu affidato a Dick Smith, ad oggi una leggenda nel campo degli effetti cinematografici dopo il successo di film come L’Esorcista e Il Padrino nei quali lavorò.

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