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Apocalittico

Interceptor (1979)

by Cabal on apr.13, 2010, under 1979, Apocalittico, Azione, Thriller

Titolo Originale: Mad Max (Letteralmente: Max il pazzo)

Regia: George Miller

Cast: Mel Gibson, Steve Bisley, Joanne Samuel

Genere: Thriller (Sottogenere: Post Atomico)

“Quella non è un’auto, è un aereo che vola rasoterra!” – Jim Goose

Siamo in un futuro in cui la civiltà è ritornata ad essere governata dalla violenza e dalla barbarie e gli uomini si uccidono per accaparrarsi le ultime taniche di benzina. Max Rockatanksy è un poliziotto della squadra Main Force Patrol, detta anche MFP. Uno psicopatico di nome Nightrider sfida la polizia ma la sua folle corsa in auto finisce quando incontra Max che lo sperona facendolo uscire mortalmente di strada. Quando scopre di essere ricercato dalla banda di criminali che vogliono vendicare il loro amico, Max dà le dimissioni perchè teme per la sua famiglia. Fuggire non servirà a niente. La moglie Jessie ed il figlioletto perderanno la vita e Max indosserà nuovamente la divisa da poliziotto cercando disperatamente giustizia.

Interceptor è a tutt’oggi uno dei film cult del genere Post-atomico, e con esso anche i due seguiti Interceptor – Il Guerriero della Strada e Mad Max – Oltre la Sfera del Tuono. Il regista non si aspettava ciò che sarebbe successo in seguito: girato con un budget di soli 350.000 dollari ne incassò oltre 100 milioni in tutto il mondo! I motivi di un tale successo vanno ricercati nell’originalità assoluta dell’ambientazione e dei personaggi. Le location scelte per le riprese sono vaste pianure australiane nei pressi di Melbourne, caratteristiche in quanto estremamente aride e polverose. Il sole che batte su queste steppe fa sembrare l’aria irrespirabile e malata, velenosa e sporca come i teppisti che si aggirano per quelle zone sulle loro motociclette. Non si fa mai riferimento a guerre nucleari nella sceneggiatura, eppure il film sembra ambientato qualche anno dopo l’esplosione di una bomba atomica che ha raso al suolo ogni costruzione ed ogni barlume di civiltà. Rimangono solo la violenza dei criminali che non mostrano alcuna pietà per nessuno ed il coraggio dei poliziotti che ancora combattono per un mondo migliore. Per rendere al meglio la durezza di questo eterno conflitto viene svolto un ottimo lavoro durante la fase di selezione del cast. Gli attori che interpretano i teppisti hanno dei volti da veri pazzi, molti di loro sono così magri e ossuti che sembrano delle iene pronte a mangiare i cadaveri delle loro prede. Hugh Keays-Byrne, nella parte di Toecutter, si è ispirato addirittura alla figura di Genghis Khan per rendere unica la sua recitazione e l’effetto è davvero notevole. Anche i costumi sono particolari, cuciti alla buona con stracci e pezzi di ferro come avrebbe fatto veramente chi fosse cresciuto in un mondo desolato e povero come quello. Poi ci sono i poliziotti, vestiti in pelle nera di tutto punto per dare l’impressione di durezza e forza, elementi necessari ad infondere coraggio e speranza nei cittadini che desiderano protezione. I volti degli attori che li interpretano si addicono al ruolo; Mel Gibson è quasi angelico nel pieno della sua giovinezza, Steve Bisley e Roger Ward sono duri e simpatici allo stesso tempo. Ed infine ecco un altro elemento che è entrato nella leggenda della cinematografia: la famosa V8 Interceptor, l’auto usata da Max per vendicarsi. Caratteristica principale di quest’auto è il compressore volumetrico montato sopra al motore che le permette di raggiungere la potenza di 600 cavalli, “un aereo che vola resoterra”. L’insieme di tutti questi accorgimenti ed una trama che si snoda attorno al primordiale istinto di vendetta hanno fatto di Interceptor un intramontabile cult, che acquista sempre più fascino col passare del tempo. La domanda che ci pone il regista è forse questa: che prezzo siamo disposti a pagare per seguire gli ideali di giustizia? Max abbandona l’uniforme perchè non è disposto a mettere in pericolo la sua famiglia, ma appena perde il coraggio di combattere la peggiore delle sciagure si avventa su di lui facendolo precipitare nel dolore e nella follia. La risposta è chiara: chi sceglie di essere guerriero deve essere pronto a tutto per difendere il proprio ideale e non deve permettere che la codardìa prenda il sopravvento. Da vedere assolutamente perchè ad un Cult non si dice mai di no!

Curiosità:

Interceptor è il film che ha lanciato Mel Gibson nel mondo delle star hollywoodiane eppure è stato preso nel cast per puro caso. Doveva solo accompagnare ai provini un amico. La sera prima aveva partecipato ad una rissa in un bar e aveva il volto tumefatto, il responsabile della selezione lo vide e gli disse di tornare perchè avrebbero avuto bisogno di attori, per così dire, “malandati”. Così Mel Gibson tornò e gli diedero una parte da recitare come provino. Fortunatamente fu poi selezionato.

I primi trailer del film proiettati negli Stati Uniti non menzionavano la presenza di Mel Gibson nel cast in quanto era un attore conosciuto solo in Australia.

L’auto V8 Interceptor fu costruita sulla base di una Ford Falcon XB GT Coupé.

La motocicletta di Jim Goose è una Kawasaki Z1000 del 1977.

Alcune frasi dette da Nightrider durante la scena dell’inseguimento sono tratte dal testo della canzone “Rocker” del gruppo hard rock AC/DC.

Esiste un videogioco intitolato Mad Max ed uno intitolato Fallout che hanno un’ambientazione simile a quella del film, così come il manga a fumetti Ken Il Guerriero del 1983.

!!!!! – Attenzione piccolo Spoiler:

Nella scena finale Max cattura un motociclista della banda e gli ammanetta una caviglia ad un’auto. Poi gli lancia una sega da ferro e gli dice che se vuole salvarsi la vita prima che l’auto esploda può segarsi il piede e liberarsi. Questa idea ricorda veramente molto il film Saw – L’Enigmista del 2004.

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…e la Terra prese fuoco (1961)

by Cabal on apr.05, 2010, under 1961, Apocalittico, Fantascienza

Titolo Originale: The Day the Earth Caught Fire (Letteralmente: Il giorno in cui la Terra prese fuoco)

Regia: Val Guest

Cast: Janet Munro, Leo McKern, Edward Judd

Genere: Fantascienza (Sottogenere: Apocalittico)

“Siamo stanchi, impauriti, preferiamo distruggerci piuttosto che vivere nelle preoccupazioni e nella paura. C’è rimasta una sola speranza: che tutto finisca al più presto!” – Peter Stenning

A seguito dell’esplosione simultanea di due bombe nucleari facenti parte di una serie di esperimenti bellici statunitensi e russi, la Terra subisce una inclinazione del proprio asse dovuta alla potenza dell’impatto. Nella redazione di un giornale londinese si cercano di riportare i fatti nella maniera più dettagliata possibile mentre il mondo comincia a subire violente trasformazioni climatiche. La temperatura sale ogni giorno di più, l’acqua comincia ad evaporare e la popolazione cade nel panico. I politici e gli scienziati di tutto il mondo dovranno trovare il prima possibile una soluzione o la fine dell’umanità sarà certa.

Val Guest ci propone un film che riflette sul triste tema della folle corsa agli armamenti bellici, che fu centro delle strategie politiche di Stati Uniti e Unione Sovietica alla fine della Seconda Guerra Mondiale. All’epoca in cui il film uscì la tensione era al culmine, in piena Guerra Fredda si temeva un conflitto nucleare tra le due superpotenze a seguito degli avvenimenti che diedero origine alla cosiddetta “Crisi dei Missili di Cuba“. Nel film il reporter Peter Stenning assieme all’amico Bill Maguire investigano sugli avvenimenti cercando di offrire un punto di vista realistico ai lettori del loro giornale. Il realismo è alla base dell’intera sceneggiatura, scritta da Wolf Mankowitz e Val Guest insieme, e contribuisce a rendere le vicende narrate più credibili e di conseguenza più spaventose. Il ritmo serrato dei dialoghi trasmette una sensazione generale di ansia e Guest utilizza uno stile registico elaborato che ancora oggi è spunto per molti film d’azione. In alcune scene, nonostante non si tratti di un film post-apocalittico, sembra di assistere ad un vero e proprio scenario di totale distruzione della civiltà, con le città abbandonate e le strade attraversate dalle sole ventate di polvere. L’uso adeguato di filtri e del formato Dyaliscope aumentano notevolmente il senso di catastrofe imminente. Gli attori sono tutti di buon livello ma il protagonista principale, Edward Judd, è perfetto nel suo ruolo di giornalista egoista e demotivato che se ne frega di tutto, persino del proprio lavoro. Per tutto il film promette all’amico Bill, che lavora spesso al posto suo, di scrivere un articolo decente sugli avvenimenti che stanno sconvolgendo l’umanità ma non lo farà fino alla fine, fino a quando non sarà troppo tardi. Il suo comportamento potrebbe essere una critica nei confronti di chi vuole vivere la serenità della propria piccola realtà fingendo che non esistano altri problemi al mondo se non i propri. L’individualismo uccide la coscienza collettiva, che è l’unica forza in grado di far superare all’uomo le peggiori difficoltà se non addirittura l’estinzione. Nessuno arriva a salvare l’umanità alla fine di questa storia, perchè gli uomini possono salvarsi solo se si uniscono abbandonando i conflitti. Il moralismo è presente ma dosato egregiamente evitando di risultare pesante ed anche il finale è scelto con saggezza, lasciando aperte due possibili strade: la salvezza o la distruzione. E’ da sottolineare anche un certo erotismo nella storia d’amore tra Peter e Jeannie, piuttosto avanti per l’epoca ma ben lontano dalla volgarità e portato sullo schermo dalla femminilità della bella Janet Munro.  Siamo di fronte ad un film dai toni e dai temi estremamente attuali, che vuole essere un pretesto per invitare gli spettatori a pensare e proprio per questo è caldamente consigliato.

Curiosità:

Gli interni della redazione del giornale per cui lavorano i protagonisti sono stati girati in una vera redazione londinese che si trovava a Fleet Street, la “Express Newspapers“.

L’inquadratura di un camion dei vigili del fuoco che sfreccia durante la notte è la stessa utilizzata nei fotogrammi del film L’Astronave Atomica del Dottor Quatermass del 1955, sempre per la regia di Val Guest.

L’attore Michel Caine recita nella parte di un poliziotto ma non è accreditato nei titoli di testa.

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