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Azione

Hancock (2008)

by Cabal on apr.27, 2010, under 2008, Azione

Regia: Peter Berg

Cast: Will Smith, Charlize Theron, Jason Bateman

Genere: Azione

“Dannazione, sei un supereroe, la gente dovrebbe amarti!” – Ray Embrey

Hancock è un ragazzo di colore che vive come uno squattrinato nei sobborghi di Los Angeles, passando le sue giornate ubriacandosi col whisky e aiutando la polizia nella lotta contro la criminalità. Si, perchè Hancock è anche dotato di poteri sovrumani che lo rendono immortale e fortissimo e grazie a questi riesce sempre a catturare i delinquenti che ogni giorno turbano la quiete pubblica della città. Nonostante tutto la gente non lo considera un supereroe per via del suo carattere scontroso e arrogante. La sua vita cambierà quando incontrerà Ray Embrey, un addetto alle pubbliche relazioni che riuscirà a stravolgere la sua immagine negativa trasformandolo in un eroe. Questa rinascita porterà con sè anche nuovi problemi, svelando un passato di cui nemmeno Hancock era a conoscenza.

Quando vidi i primi trailer di Hancock pensai che fosse l’ennesimo adattamento cinematografico di qualche supereroe dei fumetti, invece l’idea del personaggio è nata dalla mente di Vincent Ngo che scrisse la prima sceneggiatura nel lontano 1996. Questa bozza girovagò per gli studi delle case di produzione di Hollywood per ben dieci anni fino a quando la Columbia Pictures non si decise a prendere in mano le redini del progetto. Inizialmente il film avrebbe dovuto intitolarsi “Tonight he comes” (Letteralmente: “Stanotte egli arriva“) e per il personaggio principale si presero in cosiderazione attori come George Clooney, Ben Affleck e Leonardo DiCaprio ma infine fu scelto Will Smith e devo dire che la scelta è stata positiva perchè il film è a tratti comico e Smith è un attore capace anche di farci sorridere. Mettendo da parte le aspettative che si potrebbero avere da un “vero” film di supereroi possiamo apprezzare la pellicola di Peter Berg come un tentativo originale di proporre una variazione sul tema. Hancock ha dei superpoteri ma non si considera un eroe e nemmeno la gente lo considera tale. E’ rozzo, incapace di intrattenere rapporti sociali, volgare, scanzonato e persino ubriacone ma non gli riesce di fregarsene delle ingiustizie che colpiscono i più deboli e ogni giorno cerca di essere d’aiuto per qualcuno. Infine è molto solo. Questa è la vera maledizione di Hancock, quando si innamora perde i suoi poteri. La trama di fondo è molto drammatica ma Berg sceglie la via del film mainstream e non si sofferma su questo aspetto che avrebbe reso il personaggio ancora più umano e più vicino al pubblico. Purtroppo la strategia di far legare emotivamente gli spettatori al personaggio principale, usata da molti sceneggiatori in passato, è andata scemando progressivamente dagli anni novanta in poi per lasciare spazio al “culto dell’estetica” e ad oggi vi sono pochissime interpretazioni che riescono veramente a cogliere nel segno. Queste considerazioni tolgono poco al film perchè si tratta pur sempre di un film d’azione e come tale lo prendiamo, con una punta di rammarico per ciò che si sarebbe potuto fare ma non si è fatto. La storia, dopo una buona metà introduttiva, prende una svolta inaspettata e tutte le emozioni legate ai personaggi principali si fanno da parte per lasciare spazio a scontri titanici tra Hancock e una sua antica rivale potente quanto lui. Queste scene sono molto ben realizzate ma durano troppo poco e la tensione cala drasticamente lasciando il film quasi privo di contenuti proprio sul finale. Will Smith è molto a suo agio nella parte, tanto che spesso i suoi atteggiamenti ci sembrano naturali e recitati senza fatica. Charlize Theron, al contrario, è piuttosto anonima e avrebbe potuto cedere la sua parte a una vasta schiera di attrici ben più preparate e più caratteriste. Molto bravo Jason Bateman, il suo personaggio è importante perchè rappresenta la speranza e la tenacia nel voler credere in un possibile futuro migliore, governato dalla pace. La regia si avvale molto della steadycam (la telecamera montata sulle spalle del cameraman) risultando nervosa e leggermente disordinata, si nota come questa scelta sia stata fatta apposta per avvicinarsi a quello che è il carattere di Hancock che in una frase memorabile dichiara: “Mi chiamo John Hancock, bevo e… m’incazzo!“. Ottimi gli effetti speciali, ben dosati e ben fusi con le scene. In conclusione è un film che avrebbe potuto essere molto più particolare se si fosse approfondito maggiormente il personaggio principale, nel complesso risulta comunque gradevole e alterna saggiamente azione e comicità per farci trascorrere quasi due ore in leggerezza. Il finale lascia aperta la possibilità di un secondo capitolo, speriamo più divertente e speriamo anche un pò più serio perchè Hancock, di sicuro, non è un eroe per bambini.

Curiosità:

Il titolo originale doveva essere “Tonight he comes“. In seguito fu cambiato in “John Hancock” ma alla fine si scelse semplicemente “Hancock“.

Il simbolo dell’aquila sul costume di Hancock dovrebbe identificarlo con la figura del dio greco Zeus.

Charlize Theron e Jason Bateman nel film sono marito e moglie. Anche nella terza stagione del telefilm “Arrested Development” gli stessi attori interpretavano una coppia sposata.

Peter Berg appare in un cameo: è uno dei dottori che tenta di rianimare Mary all’ospedale.

La sceneggiatura originale era molto più seria e orientata verso un pubblico adulto. Oltre che essere un senzatetto, Hancock doveva essere anche frustrato sessualmente in quanto i suoi poteri non gli permettevano di avere rapporti con delle ragazze senza ucciderle per la troppa forza “sprigionata”.


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I Guerrieri della Notte (1979)

by Cabal on apr.18, 2010, under 1979, Azione, Thriller

Titolo Originale: The Warriors (Letteralmente: I Guerrieri)

Regia: Walter Hill

Cast: Michael Beck, David Patrick Kelly, Deborah Van Valkenburgh

“Ci siamo battuti un’intera notte per tornare in questa fogna.” – Swan

Cyrus, capobanda della gang più importante di New York conosciuta col nome di “Riffs”, indice una tregua in tutta la città e invita i membri delle altre bande a partecipare ad un raduno. Questi si riuniscono e Cyrus tiene un discorso molto acceso in cui propone una grande alleanza per conquistare la città. Improvvisamente un proiettile lo colpisce al petto ed egli muore sotto gli occhi di tutti. La banda dei “Guerrieri” viene accusata di essere coinvolta nell’omicidio e i suoi membri sono costretti a scappare. La strada da percorrere per tornare nel loro quartiere si trasformerà in una lotta estenuante perchè tutte le bande sono sulle loro tracce con l’unico scopo di ucciderli e vendicare Cyrus.

Sull’onda delle rivoluzioni giovanili post ‘68, il regista Walter Hill viene colto da un lampo di genio sensazionale. Decide di girare un adattamento cinematografico del libro di Sol Yurick, “The Warriors“, modificandone alcuni aspetti considerato che erano passati ben 14 anni dalla prima edizione del libro, datata 1965. La trama di fondo rimane pressocchè invariata e si ispira a sua volta all’opera “Anabasi” dello storico Senofonte. In quest’ultima si narra di come diecimila mercenari ellenici, radunati dal comandante Ciro Il Giovane con lo scopo di conquistare la Persia, si ritrovarono in battaglia senza più il loro capo e dovettero ritirarsi marciando fra mille pericoli e trappole per tornare nella loro patria. Nel film I Guerrieri della Notte si respira a pieni polmoni l’atmosfera giovanile di ribellione alla società, che sfogò tutta la propria rabbia repressa nei movimenti culturali e soprattutto musicali degli imminenti “anni ‘80″. I giovani si riuniscono in bande, pressocchè tutte di fascia sociale molto povera o emarginata, soprattutto per darsi un’identità e per aiutarsi nel difficile compito di sopravvivere in quelle metropoli che sempre più dividono il popolo per schiavizzarlo. Vincere questa battaglia, rompere gli schemi e liberarsi dall’oppressione dei potenti è impossibile se non si uniscono le forze in uno scopo comune, mettendo da parte le piccole e poco importanti incomprensioni. Questo è il messaggio che voleva dare Cyrus al suo popolo prima che la caotica follia di un singolo individuo ponesse fine alla sua vita, spegnendo così ogni barlume di luce per il futuro. Nel film la ribellione viene stroncata da Luther, un personaggio senza scopi precisi, che alla domanda “Perchè lo hai fatto?” risponderebbe tranquillamente “Perchè potevo!”. Nella realtà invece è diverso, ad impedire agli uomini di modificare il proprio stato di schiavitù ci pensano le spie, i traditori e i corrotti, che giustificano le loro azioni riprovevoli con l’ossessivo culto della divinizzazione del proprio “Io”, al di sopra del quale non esiste nulla e in nome del quale essi sono disposti a distruggere ogni accenno di vita e di civiltà. Lo stesso triste tema fu toccato anche da Bryan Yuzna nel suo Society-The Horror. Tornando al film di Hill, tecnicamente non è impeccabile ma sprigiona personalità da ogni inquadratura. Le luci poco curate e i colori sporchi ci fanno entrare ancora più a fondo nelle buie e marce strade della metropili. Le musiche, rigorosamente composte con sintetizzatori, evidenziano le scene affidandosi a suoni distorti ed effettati più che a vere e proprie melodie. I costumi delle bande sono davvero caratteristici e gli attori sono scelti al meglio, in particolare i due protagonisti della pellicola: Michael Beck nella parte di Swan, capobanda dei Guerrieri, e David Patrick Kelly in quella di Luther, leader dei Rogues. Quest’ultimo entrerà nella leggenda per la sua frase: “Guerrieri…giochiamo a fare la guerra?” urlata nella scena della resa dei conti finale. La tensione è costante per tutto il film, sostenuta anche dalla geniale idea della voce alla radio che narra degli scontri tra le bande che avvengono durante la notte. Si avverte per tutto il film un mix esplosivo di crudezza, virilità, libertà, sensualità ed energia ribelle e da questo mix è impossibile non venire travolti. I Guerrieri della Notte è diventato negli anni un vero e proprio film Cult e il consiglio rimane uno solo: da vedere assolutamente!

Curiosità:

Il nome del capobanda dei Riffs, Cyrus, è stato scelto proprio per ricordare il personaggio storico Ciro il Giovane.

Nella prima stesura della sceneggiatura il personaggio di Vermin doveva essere ucciso da una ragazza della banda delle Lizzies.

Nella scena del raduno furono chiamate 1000 comparse.

La scena del combattimento tra i Guerrieri e i Punks nei bagni della metropolitana è l’unica scena del film girata in uno studio e non per strada.

I camion della troupe e tutte le loro attrezzature furono protette da atti di vandalismo da una vera banda della zona, pagata 500 dollari al giorno e chiamata “The Mongrels”.

Il film avrebbe dovuto intitolarsi “Strade di Fuoco” ma poi l’idea fu messa da parte e riutilizzata da Walter Hill per un altro suo film.

La famosa frase “Guerrieri…giochiamo a fare la guerra?” pronunciata da David Patrick Kelly fu, secondo una sua stessa dichiarazione, improvvisata sul momento e non facente parte della sceneggiatura originale.

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Interceptor (1979)

by Cabal on apr.13, 2010, under 1979, Apocalittico, Azione, Thriller

Titolo Originale: Mad Max (Letteralmente: Max il pazzo)

Regia: George Miller

Cast: Mel Gibson, Steve Bisley, Joanne Samuel

Genere: Thriller (Sottogenere: Post Atomico)

“Quella non è un’auto, è un aereo che vola rasoterra!” – Jim Goose

Siamo in un futuro in cui la civiltà è ritornata ad essere governata dalla violenza e dalla barbarie e gli uomini si uccidono per accaparrarsi le ultime taniche di benzina. Max Rockatanksy è un poliziotto della squadra Main Force Patrol, detta anche MFP. Uno psicopatico di nome Nightrider sfida la polizia ma la sua folle corsa in auto finisce quando incontra Max che lo sperona facendolo uscire mortalmente di strada. Quando scopre di essere ricercato dalla banda di criminali che vogliono vendicare il loro amico, Max dà le dimissioni perchè teme per la sua famiglia. Fuggire non servirà a niente. La moglie Jessie ed il figlioletto perderanno la vita e Max indosserà nuovamente la divisa da poliziotto cercando disperatamente giustizia.

Interceptor è a tutt’oggi uno dei film cult del genere Post-atomico, e con esso anche i due seguiti Interceptor – Il Guerriero della Strada e Mad Max – Oltre la Sfera del Tuono. Il regista non si aspettava ciò che sarebbe successo in seguito: girato con un budget di soli 350.000 dollari ne incassò oltre 100 milioni in tutto il mondo! I motivi di un tale successo vanno ricercati nell’originalità assoluta dell’ambientazione e dei personaggi. Le location scelte per le riprese sono vaste pianure australiane nei pressi di Melbourne, caratteristiche in quanto estremamente aride e polverose. Il sole che batte su queste steppe fa sembrare l’aria irrespirabile e malata, velenosa e sporca come i teppisti che si aggirano per quelle zone sulle loro motociclette. Non si fa mai riferimento a guerre nucleari nella sceneggiatura, eppure il film sembra ambientato qualche anno dopo l’esplosione di una bomba atomica che ha raso al suolo ogni costruzione ed ogni barlume di civiltà. Rimangono solo la violenza dei criminali che non mostrano alcuna pietà per nessuno ed il coraggio dei poliziotti che ancora combattono per un mondo migliore. Per rendere al meglio la durezza di questo eterno conflitto viene svolto un ottimo lavoro durante la fase di selezione del cast. Gli attori che interpretano i teppisti hanno dei volti da veri pazzi, molti di loro sono così magri e ossuti che sembrano delle iene pronte a mangiare i cadaveri delle loro prede. Hugh Keays-Byrne, nella parte di Toecutter, si è ispirato addirittura alla figura di Genghis Khan per rendere unica la sua recitazione e l’effetto è davvero notevole. Anche i costumi sono particolari, cuciti alla buona con stracci e pezzi di ferro come avrebbe fatto veramente chi fosse cresciuto in un mondo desolato e povero come quello. Poi ci sono i poliziotti, vestiti in pelle nera di tutto punto per dare l’impressione di durezza e forza, elementi necessari ad infondere coraggio e speranza nei cittadini che desiderano protezione. I volti degli attori che li interpretano si addicono al ruolo; Mel Gibson è quasi angelico nel pieno della sua giovinezza, Steve Bisley e Roger Ward sono duri e simpatici allo stesso tempo. Ed infine ecco un altro elemento che è entrato nella leggenda della cinematografia: la famosa V8 Interceptor, l’auto usata da Max per vendicarsi. Caratteristica principale di quest’auto è il compressore volumetrico montato sopra al motore che le permette di raggiungere la potenza di 600 cavalli, “un aereo che vola resoterra”. L’insieme di tutti questi accorgimenti ed una trama che si snoda attorno al primordiale istinto di vendetta hanno fatto di Interceptor un intramontabile cult, che acquista sempre più fascino col passare del tempo. La domanda che ci pone il regista è forse questa: che prezzo siamo disposti a pagare per seguire gli ideali di giustizia? Max abbandona l’uniforme perchè non è disposto a mettere in pericolo la sua famiglia, ma appena perde il coraggio di combattere la peggiore delle sciagure si avventa su di lui facendolo precipitare nel dolore e nella follia. La risposta è chiara: chi sceglie di essere guerriero deve essere pronto a tutto per difendere il proprio ideale e non deve permettere che la codardìa prenda il sopravvento. Da vedere assolutamente perchè ad un Cult non si dice mai di no!

Curiosità:

Interceptor è il film che ha lanciato Mel Gibson nel mondo delle star hollywoodiane eppure è stato preso nel cast per puro caso. Doveva solo accompagnare ai provini un amico. La sera prima aveva partecipato ad una rissa in un bar e aveva il volto tumefatto, il responsabile della selezione lo vide e gli disse di tornare perchè avrebbero avuto bisogno di attori, per così dire, “malandati”. Così Mel Gibson tornò e gli diedero una parte da recitare come provino. Fortunatamente fu poi selezionato.

I primi trailer del film proiettati negli Stati Uniti non menzionavano la presenza di Mel Gibson nel cast in quanto era un attore conosciuto solo in Australia.

L’auto V8 Interceptor fu costruita sulla base di una Ford Falcon XB GT Coupé.

La motocicletta di Jim Goose è una Kawasaki Z1000 del 1977.

Alcune frasi dette da Nightrider durante la scena dell’inseguimento sono tratte dal testo della canzone “Rocker” del gruppo hard rock AC/DC.

Esiste un videogioco intitolato Mad Max ed uno intitolato Fallout che hanno un’ambientazione simile a quella del film, così come il manga a fumetti Ken Il Guerriero del 1983.

!!!!! – Attenzione piccolo Spoiler:

Nella scena finale Max cattura un motociclista della banda e gli ammanetta una caviglia ad un’auto. Poi gli lancia una sega da ferro e gli dice che se vuole salvarsi la vita prima che l’auto esploda può segarsi il piede e liberarsi. Questa idea ricorda veramente molto il film Saw – L’Enigmista del 2004.

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The Transporter (2002)

by Cabal on mar.27, 2010, under 2002, Azione

Titolo Originale: The Transporter (Letteralmente: Il Trasportatore)

Regia: Corey Yuen, Louis Leterrier

Cast: Jason Statham, Shu Qi

Genere: Azione

“Regola uno: mai cambiare i patti.” – Frank Martin

Frank Martin, ex-soldato americano che ora vive in Francia, per guadagnarsi da vivere trasporta merci illegali con la sua auto. I suoi clienti sono quasi sempre criminali e per sopravvivere deve attenersi a tre regole fondamentali: l’accordo una volta sancito non può essere in alcun modo cambiato o modificato; mai fare nomi; mai aprire i pacchi. Una serie di eventi lo porterà a infrangere l’ultima regola e a trovarsi incastrato in un intrigo che lo metterà in pericolo di vita.

L’idea del film, riletta nella sua ossatura, potrebbe sembrare non male e anzi quasi intrigante, ma la sceneggiatura di The Transporter utilizza questo spunto di base solo per dare il via a una sequenza di situazioni al limite dell’assurdo. In un film di azione raramente si pretendono anche contenuti di un certo spessore ma qui si sconfina nel ridicolo da quanto sono improbabili sia gli attori che la concatenazione degli eventi. Il buono di turno è un soldato americano (non l’avremmo mai detto!) che decide di sventare, ovviamente da solo, i piani di una banda di trafficanti. A gettarlo in questa avventura è una bella ragazza cinese di nome Lai che svela a Frank la crudele verità dietro a questi loschi affari. I personaggi, dal primo all’ultimo, non hanno alcun senso di esistere perchè si comportano in maniera assolutamente irrealistica e incomprensibile tanto che proseguire nella visione di questo film richiede il totale scollegamento del cervello. Non chiediamoci perchè i criminali decidano di mettersi a sparare colpi di bazooka contro la casa di Frank in pieno giorno senza preoccuparsi di essere visti, non cerchiamo di capire perchè l’ Ispettore Tarconi, pur avendo le prove che Frank è un assassino e un contrabbandiere, decide di aiutarlo e lo fa evadere dal carcere regalandogli persino una pistola, non indaghiamo sul perchè dopo inseguimenti e scazzottate ed esplosioni il trucco e i capelli di Lai siano sempre in perfetto stato… Evitiamo insomma di porci troppe domande perchè non avremo mai degne risposte e passiamo quindi a valutare altri aspetti. La regia non è ai livelli di un film d’azione americano ma riesce coi suoi mezzi a confezionare un prodotto dal ritmo abbastanza serrato e nelle scene più complesse si districa con piccoli trucchi del mestiere, permettendo al film di stare dentro un budget di medio livello. Gli attori sono decisamente mediocri con l’unica eccezione del protagonista, Jason Statham, che ha un volto duro e simpatico allo stesso tempo, quindi molto coerente col suo personaggio, ed è anche un buon atleta. Le location scelte sono decisamente prive di personalità e nemmeno il lavoro degli scenografi riesce a dare un tocco creativo ad interni ed esterni così poveri di dettagli da risultare noiosi. Le scene d’azione sono l’unico motivo di esistere di questo film, con attori e stuntman mediamente validi e alcune trovate decisamente assurde ma di intrattenimento. Consigliato a chi ama vedere esplosioni e scazzottate staccando la spina dalla realtà.

Curiosità:

Le locandine americane riportano Corey Yuen come regista e Louis Leterrier come direttore artistico mentre quelle europee riportano il primo come regista delle scene d’azione e il secondo come regista ufficiale.

Jason Statham ha girato quasi tutte le scene d’azione senza l’utilizzo di una controfigura.

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G.I.Joe – La Nascita dei Cobra (2009)

by Cabal on feb.20, 2010, under 2009, Azione

Titolo Originale: G.I.Joe – Rise of Cobra (Letteralmente: G.I.Joe – L’ascesa dei Cobra)

Regia: Stephen Sommers

Cast: Dennis Quaid, Channing Tatum, Sienna Miller

Genere: Azione

“Tecnicamente la G.I.Joe non esiste. Se esistesse sarebbe una elìte degli uomini e delle donne delle migliori unità militari del mondo. Quando tutto il resto fallisce, noi vinciamo.” – Generale Hawk

Il trafficante d’armi McCullen riesce a vendere al governo americano delle testate atomiche di nuova generazione contenenti nanotecnologia e capaci di rendere letteralmente polvere città intere. Mentre il tenente Duke le sta trasportando in un luogo sicuro i Cobra attaccano la sua squadra e rubano le testate. A salvarli giungono i G.I.Joe che, dopo aver reclutato tra le loro file Duke e il suo braccio destro Ripcord, ingaggeranno contro i Cobra una lotta senza quartiere per sventare i loro piani di dominio.

Cominciamo con la spiegazione di cosa significa G.I.Joe. Nel film sta per “Global Integrated Joint Operating Entity”, che possiamo tradurre più o meno con “Organizzazione Globale Cooperativa di Unità Operative”. Se torniamo indietro e ci documentiamo sulla vera storia delle “action figures” della Hasbro scopriamo che l’acronimo era “Government Issue Joe”, ovvero “Soldato di fanteria di proprietà del governo”. A questo punto ci è chiaro quanto sia patriottico e militaresco il simbolismo che accompagna questi giocattoli, in pratica rappresentazioni plastiche in miniatura del tanto mitizzato “eroe americano”, troppo spesso nei film ridotto a un soldato senza cervello che esegue ordini meccanicamente, col fine di conquistare Stati così piccoli e inermi che mai si sognerebbero di attaccare gli USA ma che vengono fatti apparire come nemici terribili e senza scrupoli, votati alla distruzione della libertà (in quanti film americani il nemico di turno è americano? Se ci fate caso sono quasi tutti di altri Paesi). Risulta difficile apprezzare questo film se restiamo ancorati a queste critiche ma se entriamo nella giusta ottica, ovvero che G.I.Joe La Nascita dei Cobra è un film per ragazzi, che i G.I.Joe vincono sempre, che riescono sempre alla perfezione in tutto quello che fanno, che sono tutti giovani e bellissimi e che camminano tra i ghiacci delle calotte polari in maglietta a maniche corte, allora questo è un film riuscito alla perfezione, anzi è riuscito meglio di molte altre produzioni di avventura che hanno tentato successi commerciali simili (vedi Street Fighter o Masters of the Universe ad esempio). Il produttore Lorenzo di Bonaventura, lo stesso di Transformers e Transformers 2 – La Vendetta del Caduto, non limita il budget a disposizione, confezionando un film che mette in scena azione ed effetti speciali a profusione. Assistiamo a quasi due ore di computer grafica di elevata fattura, con scenari molto curati e colori sempre sgargianti. Stephen Sommers ci lascia respirare solo nei primi venti minuti poi è un continuo di inseguimenti, combattimenti ed esplosioni. La regia è molto serrata, con repentini cambi di inquadrature e dialoghi poveri e veloci, in pratica un marchio di tutta la produzione americana di azione degli ultimi anni. Gli attori sono così perfetti che finiscono per sembrarci davvero fatti di plastica come le “action figure”, ma alla fine nessuno riesce a starci davvero antipatico perchè ognuno è scelto molto bene per la sua parte e recitano tutti dignitosamente, sempre se paragonati ad altre produzioni del genere. La trama risulta avvincente e chi è fan dei personaggi ne rimarrà soddisfatto. I Cobra sono dei veri “cattivi” e sconfiggerli non è mai troppo facile per i G.I.Joe, proprio per questo motivo i combattimenti sono lunghi e coreografici, anche quelli di arti marziali. Scopriamo inoltre due piccoli attori, che interpretano Snake Eyes e Storm Shadow da bambini, che sono davvero dei pregevoli atleti. Grande cura anche per gli effetti reali. Costumi, armi e armature sono molto ben realizzati ed è facile notare che vi è sicuramente stato dietro un lavoro molto complesso e costoso a partire dal design fino alla realizzazione. Veramente stupefacenti le tute potenziatrici indossate da Duke e Ripcord. Inutile muovere critiche significative a questo film, nè ad altri del genere, poichè non vogliono essere pellicole di spessore ma solo blockbuster da intrattenimento ed in questo G.I.Joe La Nascita dei Cobra centra perfettamente il bersaglio (non per niente il personaggio che affascina di più è proprio quello che parla di meno, Snake Eyes). E allora, con un pacchetto di pop-corn in una mano e una cola nell’altra godiamoci questa avventura senza un attimo di respiro!

Curiosità:

Larry Hama, il vero creatore dei G.I.Joe, appare in un cameo nelle vesti di un generale NATO durante la scena della presentazione della tecnologia delle testate atomiche.

La scena a Parigi è stata girata in realtà a Dejvice, vicino a Praga, e la troupe di scenografi ha modificato i palazzi e le strade decorandoli come fossero la capitale francese.

Si pensò di girare una scena finale da inserire dopo i titoli di coda, in cui Snake Eyes racconta una barzelletta al resto dei suoi compagni, ma fu poi scartata per dare al film un senso di maggiore serietà.

Nel film assistiamo a più di 250 esplosioni e 112 automobili distrutte.

Vi è un riferimento al film La Maschera di Ferro del 1939 nella scena di apertura in cui si narra dell’antenato di McCullen.

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